Territorio, Economia & Sostenibilità

Associazione Valore & Territorio

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STRUMENTI DI RILANCIO TERRITORIALE

 
In una fase di straordinaria congiuntura economica e sociale molte aree nazionali necessitano di una progettualità operativa capace di anticipare i cambiamenti in corso e di sviluppare opportunità sistemiche occupazionali, produttive ed economiche.
Deindustrializzazione, inquinamento territoriale, scomparsa delle competenze artigianali e processi  commerciali sempre più “global” sono elementi che, aggregati, definiscono la necessità di un ripensamento complessivo delle strategie locali e territoriali, di una nuova definizione degli strumenti necessari e utili al rilancio di vaste aree che vanno via via impoverendosi.
 
Appare chiaro agli occhi degli osservatori che ripercorrere le dinamiche che hanno caratterizzato il precedente periodo di industrializzazione non consente, sic rebus stantibus, di produrre elementi capaci di concorrenza rispetto alle concorrenze straniere, né di definire un'identità locale, rappresentativa del territorio, che si sviluppi attorno ad un'idea portante.
La complessità è determinata anche dalle politiche economico-finanziarie correnti, che non consentono quasi mai agli Enti Locali di promuovere progettualità e investimenti a causa dei vincoli normativi di spesa imposti dall'Unione Europea e recepiti dal Governo italiano.
Esistono però soluzioni pratiche e operative che offrono la possibilità di un consistente recupero di disponibilità economica a favore degli Enti Locali.Prima fra tutte una verifica del rapporto tra costi ed efficienza dell'illuminazione pubblica: la semplice sostituzione delle lampade tradizionali con LED consente un abbattimento dell'80% dei costi dell'illuminazione e un ulteriore beneficio, derivante dalla riduzione, circa il 50%, delle emissioni inquinanti necessarie alla produzione di energia.
L'attivazione sui tetti degli uffici pubblici di impianti fotovoltaici produce una netta riduzione dei costi energetici, la riduzione di elementi inquinanti, e un miglioramento del conto energetico in quanto l'eccesso di energia prodotta viene rivenduto alla rete elettrica.
Le plusvalenze derivanti da questi semplici accorgimenti consentono di disporre di risorse diversamente gestibili e veicolabili, vuoi a favore dell'assistenza sociale vuoi a supporto di progetti.
Nel comprensorio Vercelli – Casale Monferrato una prima azione, da operare rapidamente, riguarda la bonifica territoriale ambientale. L'area vasta è gravata da fenomeni di inquinamento sia da scorie e materiale nucleare (Vercelli) che di amianto (Casale). 
Una corretta azione di bonifica non può essere eseguita da maestranze occasionali, pertanto si ritiene necessario sviluppare corsi di formazione qualificata e qualificante per addetti alle bonifiche ambientali, formazione che consentirebbe in breve periodo di offrire nuova e diversa occupazionalità ai territori menzionati.
 
Un secondo elemento immediatamente percorribile consiste nella riqualificazione energetica e domotica degli immobili. Le aree  menzionate tendono a divenire sempre più aree “di servizio” a favore degli occupati nelle grandi città (Milano e Torino). Riqualificare il patrimonio edilizio e residenziale esistente e costruire nuove aree residenziali ad alta impronta energetico-domotica 
consente di richiamare verso i territori nuove residenze, attratte dalla possibilità di vivere in un contesto verde, scarsamente inquinato, ecologicamente organizzato e sostenibile.
 
Se i primi interventi operano in una logica di ripristino e organizzazione strutturale vediamo quali altri elementi consentono il rilancio economico e produttivo.
 
La “nuova Economia” che si va profilando, ed è già largamente diffusa, si basa sulle cosiddette  3 I : Internet della comunicazione, Internet dell'energia, Internet delle cose.
Della prima I, Internet della comunicazione, conosciamo prevalentemente gli elementi meno importanti e utili (es. Facebook): la rete consente, piuttosto, la creazione e gestione di ampie piattaforme di collaborazione, di team working internazionali, di scambio di conoscenza e informazione fino a ieri impensabili (e a costo marginale nullo);
Della seconda I, Internet dell'energia, in Italia si parla poco, mentre è realtà in quasi tutti gli altri Paesi dell'Occidente: la produzione eneergetica sostenibile (prevalentemente fotovoltaica) viene messa in rete, creando autosostentamento per chi la produce e ricavi aggiuntivi con la cessione alla rete locale dell'energia prodotta in esubero;
La Terza I, Internet delle cose, consente attraverso l'utilizzo di stampanti 3D di produrre ovunque qualsiasi oggetto di cui si disponga del relativo software (sviluppato in CAD). Quest'ultima formula, attiva da circa un decennio, abbatte costi di trasporto, magazzino e logistica offrendo la possibilità di produrre a costi marginali irrisori qualsiasi prodotto e rappresenta uno dei maggiori elementi innovativi del secolo da poco iniziato.
 
La spasmodica ricerca di efficienza e di produttività definisce nella robotizzazione dell'industria uno degli asset fondamentali, il che vanifica l'idea di sviluppare imprese produttive capaci di In compenso la nuova economia propone modelli innovativi di lavoro:
 
 disegno CAD, per sviluppare design innovativi e “vendere” i disegni pronti per la produzione (qualsiasi essa sia)  ovunque questa avvenga (si tenga noto che con quel sistema già oggi vengono prodotte autovetture e prefabbricati per costruzioni domotiche);
 
 piattaforme logistiche integrate, che superino lo schema della competizione tra marchi (ognuno dei quali necessita di propri mezzi e propri magazzini) riorganizzando la sistemica della logistica in funzione di massima efficienza e minimo inquinamento;
 
 produzione energetica (fotovoltaica e da biomasse, grazie ai residui della produzione del riso): la poduzione può anche essere organizzata mediante la creazione di cooperative rurali, come in Germania, USA e Danimarca, coinvolgendo i proprietari terrieri;
 
 progettazione di tecnologia per la domotica, la mobilità assistita e la sostenibilità ambientale (materiali, strutture, impianti, applicazioni web);
 
 progettazione, sviluppo e gestione di sistemi assistenziali a distanza realizzabili mediante la rete
 
A questi primi elementi vanno aggiunte altre opportunità derivanti dalla tradizione territoriale:
 
 sviluppo della produzione agro-alimentare destinata ai mercati esteri (marchi locali che definiscano e garantiscano il made in … , prodotti assemblati e confezionati di facile consumo
 
 sviluppo dei derivati e degli scarti della produzione agro-alimentare: biscotti, paste, integratori alimentari, prodotti cosmetici ecc. ;
 
 sviluppo del turismo eco orientato (percorsi ciclabili, riqualificazione della Via Franchigena)
 
 sviluppo del turismo culturale con locazione agevolata agli artisti che si impegnano a produrre, esporre e presentare la propria produzione nelle aree cittadine, attirando flussi di amanti dell'arte in una sorta di Open Gallery permanente;
 
A fronte di tutto ciò è indispensabile ripensare anche i modelli curriculari e i processi formativi.
 
Le scuole, anche quelle tecniche, sono ancora orientate a modelli pensati per supportare un sistema industriale che, nei nostri territori, vanno scomparendo.È fondamentale, quindi, ripensare e aggiornare i percorsi formativi partendo, come scriveva Garin, dalla formazione dei formatori, anch'essi formati in epoche talmente diverse da quella odierna da risultare superati come i programmi di insegnamento.
 
Quello che proponiamo non è il sogno bizzarro di un visionario, ma un progetto di conversione territoriale, di progettualità sistemica capace di dare futuro a territori che non si sono ancora adeguati, o adattati, ai mutamenti economico-produttivi e che, a causa dell'immobilismo o della resistenza al cambiamento, vedono velocemente deteriorarsi le dinamiche sociali interne.
 
L'Associazione Valore & Territorio che rappresento è disponibile ad affiancare gli Enti che vorranno approfondire gli argomenti qui trattati.

Un Progetto per VERCELLI

Il territorio del Piemonte orientale, in particolare della provincia di Vercelli e dell’area di Casale Monferrato, è stato interessato negli scorsi decenni da estesi fenomeni inquinanti, sia legate alla triste vicenda dell’amianto nel casalese, sia ai progetti energetici nucleari nel vercellese, territorio che nasconde nelle sue profondità un notevole problema di scorie e smaltimenti illeciti.

Il territorio, inoltre, è interessato da estese coltivazioni di riso, straordinario prodotto che però, negli ultimi anni, non trova più la giusta collocazione in un mercato globale che premia altre produzioni, meno costose e più adatte al palato  moderno, o ai tempi di cottura desiderati dai moderni commensali.  Parallelamente il territorio è adatto ad essere convertito in un’area di Green Economy, con filiere di energia verde fotovoltaica, una moderna industria alimentare con la preparazione di piatti pronti e precucinati a base di riso, con la sperimentazione di innovativi modelli di coltivazione, con applicativi legati al mondo dell’agricoltura e dell’alimentazione nonché della produzione di energia rinnovabile capaci di futuro.

Un progetto per Vercelli
1. Riqualificazione degli impianti sportivi e aggregativi per i giovani e il grande pubblico. L’assenza di piscine in un capoluogo di provincia è scandalosa, così come la mancanza di un centro polisportivo funzionale, raggiungibile con i servizi pubblici;inoltre la mancanza di spazi disponibili per l'espressività artistica (comunque intesa) non favorisce l'aggregazione sociale e la diffusione della creatività giovanile
 
2. Logistica integrata: mentre il modello di stoccaggio proposto dalle aree dell'alessandrino perde di appetibilità, risulta vincente il modello proposto da Amazon e da altri colossi della logistica integrata. Vercelli, nella sua posizione intermedia tra grandi sistemi del trasporto, dispone delle caratteristiche necessarie per trasformarsi in una efficiente piattaforma logistica-
 
3. Cultura diffusa: Vercelli ha la possibilità di offrire agli artisti  “spazi disponibili” (negozi vuoti) in cui esibire la propria arte, in un percorso che dalla Stazione ferroviaria e attraverso il centro urbano conduca all’Arca o alle altre eccellenze urbane. Un progetto simile a quello che, dieci anni fa, ha risollevato l’economia e il valore residenziale di Detroit quando la città perse l’industria dell’auto
 
4. Riqualificazione edilizia urbana: primo motore dell’economia l’edilizia rinnovata consente di riqualificare la città, abbellirla, rendere le strutture abitative confortevoli, domotiche, efficienti nella conservazione energetica. Il tutto produce lavoro e incrementa il valore residenziale, anche in funzione della nuova residenzialità necessaria a supporto del pendolarismo verso le grandi città (Milano e Torino)
 
5. Progettare l’economia verde a sostegno delle imprese agricole e della gestione energetica urbana. La Green Economy consente l’interfaccia tra produzione e informatica, è uno straordinario laboratorio di creatività e di occupazione (in Germania oltre il 60% della nuova impresa è basata sulla Green Economy). 

6. Creare un Polo di ricerca per la Web Economy affidando ai giovani spazi adeguati e cablati per la ricerca e lo sviluppo di nuovi progetti di E-Commerce e di Applicazioni per il mondo Web.  Creare il futuro si può. Anche a Vercelli.

 

7. Modificare la viabilità ordinaria, prendendo esempio dalle Best Practices mondiali, inserendo diverse aree di parcheggio nei gangli di ingresso cittadino, supportati da un efficiente e rinnovato sistema di trasporto pubblico locale, preferbilmente ad energia elettrica. Il TPL dovrà includere una circolare permanente lungo i viali di circonvallazione, e due assi mediani (Est-ovest e nord- sud) di incrocio.

 

8. Collegare le piste ciclabili interne urbane ai percorsi extraurbani pedociclabili lungo il Sesia, nelle  risaie, fino al Parco delle Lame e al Canale Cavour in direzione nord e fino a Casale Monferrato, ovvero al Po e alla ciclabile Ven.To., in direzione sud.